HEN DRY FLIES

di Fabio Federighi




L’evoluzione che ha subito il settore dei colli di gallo negli ultimi anni consente oggi di usare hackle che prima ritenevamo impossibili adoperare per far galleggiare una mosca; mi riferisco ai colli di gallina genetici. Fino a diversi anni addietro, infatti, era impensabile utilizzare una piuma di gallina per costruire una mosca da usare in superficie: al più potevamo pensare a uno spider o a una sommersa di superficie. Con l’arrivo sul mercato dei colli genetici le cose sono cambiate, anche nel settore delle galline: i colli di gallina genetici della Whiting – i cosiddetti Hen cape, con fascia rossa in testa alla confezione – hanno piume con fibre che permettono di creare mosche secche o galleggianti in sostituzione delle hackle di gallo, che sono sempre più rigide. Dal momento che la Whiting produce diversi tipi di gallina, affinché i lettori non cadano in errore ho riportato nel riquadro di p. 43 l’elenco completo dei colli commercializzati dall’azienda americana, insieme alla traduzione di un interessante testo a cura dell’attuale importatore italiano, The Italians; in quest’articolo parliamo solo, ripeto, della prima tipologia indicata, ovvero delle Whiting Hen Cape. Non vorremmo si pensasse a un articolo ‘pubblicitario’: che io sappia queste piume sono prodotte solo dalla Whiting e dal momento che le uso da qualche anno con vera soddisfazione ho ritenuto interessante parlarne in questo articolo, che mi offre anche lo spunto per proporre due riflessioni di carattere generale.
Le piume si presentano con calami sottili, fibre piuttosto rigide (considerate che si parla di colli di gallina), non eccessiva peluria alla base delle fibre, colore opaco e taglie che possono arrivare tranquillamente al 20/22 pur avendo una discreta lunghezza che garantisce una buona facilitazione nell’avvolgimento sul gambo dell’amo. Sono inoltre molto indicate per imitare ali di effimera e di sedge, sono piume abbastanza lanceolate, non larghe come le normali galline, e da bagnate non risentono particolarmente del fatto di assottigliarsi, mantenendo abbastanza la loro forma. Per finire, con un paio di scoppi in aria o rapidi falsi lanci la mosca è asciutta. Il motivo per il quale vari costruttori come Gianluca Nocentini e altri sono passati in tanti dressing all’uso di piume di gallina è dato dal fatto che, avendo questi colli un bel range di taglie, si possono ottenere mosche medio-piccole con fibre più morbide, che riescono a farsi il posto sulla tensione superficiale in maniera rapida rispetto a piccole imitazioni in collo di gallo, rimanendo intrappolate nella superficie. Va da sé che sono spesso imitazioni da acque lente o medio-veloci, mosche da schiusa emergenti o alate che siano. È infatti nell’imitazione di emergenti di superficie o dun che le fibre di gallina genetica rendono al meglio; essendo più morbide di quelle di gallo si dispongono bene in acqua (considerate il peso irrisorio di una mosca su amo 16/20), garantendo elasticità e movimento pur mantenendo un buon galleggiamento, e creano nell’imitazione un effetto arruffato e sofferente tipico delle mosche che con tutte le loro forze cercano di schiudere o involarsi, grazie alla disposizione delle fibre, che non sarà mai precisa e netta come con quelle di gallo.............. (segue sulla rivista)
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