LEGGERE LA SPIAGGIA
o
di Mauro Sanna e Antonio Varcasia

La spiaggia è un ambiente molto interessante e produttivo, ma spesso di difficile interpretazione per un pescatore a spinning: l’assenza di strutture lascia in un primo momento disorientati e chi è abituato a pescare tra gli scogli o lungo manufatti antropici lamenta in spiaggia l’assenza di riferimenti. È il classico errore che porta molti pescatori a evitare le spiagge e a ricercare zone rocciose o foci d’acqua dolce, che si sanno tradizionalmente frequentate da spigole, serra e carangidi vari. Certo in una spiaggia, specie se lunga, la posizione di lancio è molto importante: far viaggiare l’artificiale nei punti giusti è fondamentale come in una classica caletta rocciosa con scogli affioranti. Ma vale senz’altro la pena approfondire la conoscenza di questo ambiente e non rinunciare a frequentarlo. Ovviamente la spiaggia e la sua zona di frangenza sono pescabili a spinning solamente se le condizioni meteo lo consentono: venti troppo forti possono essere perfetti per il surf caster abituato a lanciare zavorre di 150-200 g e poi riposarsi dopo ogni lancio in attesa dell’abboccata, ma potrebbero essere troppo impegnativi per un spinner che ha un range di lancio limitato ai 50-60 g al massimo. In questi casi potremmo ricorrere a canne specifiche come le canne da surf spinning sviluppate in oceano Atlantico per la pesca delle striped bass, come vedremo alla fine, anche se riteniamo che certe attrezzature siano faticose e poco piacevoli da usare per ore o per giornate intere.
Chi ha intenzione di studiare l’ambiente spiaggia deve rendersi conto che è necessario integrare la pratica con lo studio e l’analisi di tutti i fattori che concorrono a renderla appetibile agli occhi dei pesci: è importante studiare i venti e le maree, le pressioni atmosferiche e le abitudini di pascolo, elaborando quelle che sono le regole di questo ambiente. Vorremmo allora fornire qui uno stimolo alla conoscenza della spiaggia, cominciando a capire come è composta e come viene influenzata dal moto ondoso. È utile a tal fine scomporre le enormi spiagge sferzate dal vento e battute dalle onde in settori caratterizzati dalla morfologia della battigia e del fondale antistante, considerando i vari agenti in gioco. Occorre anzitutto classificare la spiaggia in tre tipologie, caratterizzate dalla grana della sabbia che si può analizzare sulla battigia. Granelli di diametro superiore a 1 mm sono identificati come ‘grana grossa’ e danno morfologia a una spiaggia profonda con un’energia molto marcata, granelli di sabbia di 0,5-0,8 mm di diametro caratterizzano spiagge a grana media e ad energia minore, granelli da 0,3 mm caratterizzano spiagge basse e a bassa energia di onda. Anche gli strati di sovrapposizione del fondo sabbioso sono importanti: i grani fini si posizionano sopra gli strati di sabbia media e grossa e ospitano gli organismi che rappresentano la base della catena alimentare: molluschi, anellidi, frammenti e detriti di cibo, tutti elementi ricercati dai grufolatori come mormore, saraghi, triglie e cefali, che sono le prede d’elezione per i nostri amati predatori......... (segue sulla rivista)

A seguire sulla rivista:
la spiaggia rettilinea
la punta
il canalone
la secca
gli artificiali da lunghe distanze
le canne