La Scuola Italiana di pesca a Mosca (S.I.M.) e la città di Castel di Sangro hanno rinnovato anche nel 2026 il profondo legame che le unisce e con l’organizzazione e lo svolgimento del 23° SIM Fly Festival hanno confermato il loro ruolo di riferimento per la pesca a mosca a livello internazionale. Il Festival si è svolto nelle giornate da venerdì 19 a domenica 21 giugno in concomitanza con la 6a edizione del World Fly Fishing Day ed è stato aperto, nella serata di venerdì, dalla ormai consueta e attesissima cena di degustazione, che ha visto i cibi e i vini del territorio animare la stupenda cornice di piazza Plebiscito insieme ai circa 200 invitati provenienti da diverse regioni italiane e da undici paesi esteri (Spagna, Belgio, Olanda, Irlanda, Regno Unito, Norvegia, Francia, Svizzera, Slovenia, Giappone e USA). Da oltre vent’anni il SIM Fly Festival rappresenta infatti un evento che va ben oltre il semplice raduno di pescatori; è stato pensato ed organizzato per essere un momento di incontro tra appassionati, istruttori, costruttori, studiosi dell’ambiente acquatico, operatori economici e rappresentanti delle istituzioni che condividono una visione comune: promuovere una pesca sostenibile, rispettosa degli ecosistemi e capace di generare valore economico per i territori montani. Nel corso degli anni, la S.I.M. e la città di Castel di Sangro hanno saputo trasformare questa manifestazione in una vera risorsa culturale e turistica, consolidando i rispettivi ruoli di eccellenza in un settore economico che si conferma in costante crescita.
Come da tradizione, il meraviglioso Convento della Maddalena e l’adiacente sala polifunzionale, sono stati il centro nevralgico del Festival. Qui i visitatori hanno partecipato gratuitamente ai laboratori di costruzione delle mosche artificiali, osservando all’opera ben 54 fly tier italiani e stranieri, tra i migliori interpreti di questa meravigliosa forma di arte capace di fondere insieme tecnica manuale, osservazione e conoscenza della natura e creatività. Accanto ai numerosi fly tier erano presenti anche i maestri costruttori di canne in bambù dell’IBRA (Italian Bamboo Rodmakers Association), che hanno illustrato le tecniche tradizionali di realizzazione delle canne in bambù e mostrato alcune fasi della complessa lavorazione di questi veri e propri gioielli dell’artigianato. Anche in questa edizione, inoltre, la S.I.M. è stata lieta di accogliere le altre scuole di lancio e di pesca a mosca che hanno accettato l’invito a partecipare al Festival. Come dichiarato dal presidente Osvaldo Galizia, l’intento che la S.I.M. vuole perseguire è quello di sviluppare una sana collaborazione tra le varie associazioni che sebbene insegnino tecniche diverse, condividono giocoforza gli stessi impegni e obiettivi rivolti alla tutela dell’ambiente acquatico. Avere a disposizione una vetrina internazionale comune come il SIM Fly Festival è dunque un’occasione per dimostrare fattivamente questa nobile comunione di intenti. In questo contesto gli istruttori della S.I.M. hanno tenuto diverse dimostrazioni di lancio e dei minicorsi durante le giornate del sabato e della domenica e si sono alternati con Claudio Carrara della Carrara Fly Fishing School, Luigi Ferraro della TLF Fly Fishing School, il Mosca Club Basso Lazio e Massimo Magliocco. Particolarmente interessanti sono state le dimostrazioni di lancio curate da Phil Ratcliff e Paul Brown di GAIA (Game Angling Instructors’ Association) che hanno illustrato e dimostrato i lanci Spey con canna a una e due mani e da Miguel Blanco, che ha illustrato le peculiarità della moderna pesca a mosca di scuola spagnola. Anche in questa edizione è stata poi riservata grande attenzione alla Tenkara, l’antica tecnica di pesca giapponese che negli ultimi anni sta conquistando sempre più appassionati europei. Le dimostrazioni sono state curate da Davide Zarlenga e Aldo Menghini e la giornata di domenica ha visto lo svolgimento del raduno nazionale «Vivi Tenkara», impreziosito dalla presenza del maestro giapponese Ryuta Okano, una delle figure più autorevoli di questa disciplina.
Fin dalla sua nascita il SIM Fly Festival ha saputo affiancare all’aspetto tecnico un’importante attività divulgativa e scientifica. Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 figurano le tavole rotonde dedicate a due temi di grande attualità. La prima, con la relazione del dott. Marco Valle, massimo esperto e studioso dei tricotteri in Italia, direttore del Museo di Scienze Naturali di Bergamo, ha avuto per oggetto la situazione dei tricotteri in Italia, insetti fondamentali per gli ecosistemi fluviali e da sempre oggetto di interesse per pescatori e studiosi. Il tema prosegue idealmente il percorso scientifico già avviato nell’edizione precedente, quando ricercatori e naturalisti avevano evidenziato l’importanza del monitoraggio di queste specie per comprendere lo stato di salute dei nostri corsi d’acqua. Nella seconda tavola rotonda hanno relazionato Giorgio Cavatorti della H2O (tour operator di viaggi di pesca all’estero) e Igor Gortan, presidente della Carnia Fishing Guide, che hanno invece approfondito il ruolo del turismo legato alla pesca a mosca come strumento di sviluppo delle aree interne e contrasto allo spopolamento delle zone montane, un tema che negli ultimi anni sta assumendo crescente rilevanza in molte realtà italiane ed europee. Il SIM Fly Festival ha confermato inoltre la propria capacità di intrecciare cultura e passione alieutica. Durante la mattina di sabato 20 giugno, alla presenza dell’autore, maestro Alberto Coppini, è stato celebrato il 22° anniversario del Monumento al Pescatore a Mosca, divenuto uno dei simboli della manifestazione. Durante la stessa giornata è stato inoltre presentato il libro Il Codice Rosorani scritto da Mauro Nini, con fotografie di Umberto Oreglini, che illustra le tecniche costruttive e gli artificiali del grande Angelo Rosorani. L’edizione 2026 ha visto inoltre l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo nel Museo Internazionale della Pesca a Mosca ‘Stanislao Kuckiewicz’ dedicato alla memoria del compianto Massimo Gigli, scomparso nel 2025, una delle figure più apprezzate nel nostro paese per il suo impegno nella divulgazione della pesca a mosca.
Uno dei momenti più attesi della manifestazione è stato l’attribuzione del prestigioso ‘Claudio D’Angelo Award’, il premio istituito dalla S.I.M. in memoria del suo indimenticabile Socio Fondatore, giunto alla sua 16a edizione, con il quale la Scuola premia i costruttori italiano e straniero che negli anni si sono distinti per aver contribuito in maniera determinante alla diffusione e alla innovazione nella costruzione delle mosche artificiali. Quest’anno il premio è stato attribuito a Miguel Blanco Blazquez «per aver contribuito con la sua passione ed esperienza a diffondere l’arte del Fly Tying in tutto il Mondo» e a Marco Feliciani «per aver contribuito con la sua passione e competenza a diffondere l’Arte del Fly Tying in Italia». Il SIM Fly Contest invece, alla sua terza edizione, ha visto, in ordine di arrivo, Nicola Mattesini, Carlo Tudico e Jan Aben, autori di tre meravigliose interpretazioni di una delle mosche secche più conosciute, la celeberrima “Panama”.
Anche quest’anno protagonista di questo SIM Fly Festival è stato il clima di condivisione che ha caratterizzato l’intero evento arricchito e reso unico dalla presenza e dalla qualità degli ospiti italiani e stranieri; professionisti, istruttori, costruttori, neofiti e semplici curiosi hanno potuto usufruire di un contesto in cui confrontarsi liberamente, partecipare ai laboratori, assistere alle dimostrazioni di lancio e di costruzione, scoprire e/o approfondire una disciplina che unisce tecnica, conoscenza dell’ambiente acquatico e rispetto per la natura. Nel corso degli anni il Festival è diventato un modello di promozione della pesca a mosca, fondata sui principi del catch and release, della tutela degli habitat fluviali e della valorizzazione delle comunità locali. Un approccio che continua a contraddistinguere e a caratterizzare una manifestazione che vuole continuare a essere una grande festa della pesca a mosca, capace di unire sport, cultura, ricerca scientifica, turismo, rispetto per la natura e tradizione. L’appuntamento si rinnoverà ovviamente nel 2027, anno in cui la Scuola Italiana di pesca a Mosca celebrerà i suoi primi 40 anni di vita con una festa che si preannuncia ancor più ricca delle precedenti edizioni.
Abbiamo rilevato che il tuo browser utilizza

Su questo sito tale tecnologia potrebbe bloccare – oltre ad alcuni banner pubblicitari – alcuni contenuti e servizi importanti. Per una completa fruizione del sito, ti consiglaimo di mettere in pausa AdBlock.
Hai messo in pausa AdBlock?
Clicca se non sai come disattivare AdBlock.




