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Pesci e solidarietà

Gli Enti Locali possono esprimere eccellenze e la pesca può essere declinata anche come solidarietà internazionale. È il caso della Città di Carmagnola che si è aggiudicata un finanziamento della Regione Piemonte di 15.000 Euro, all’interno del bando «Piemonte e Senegal. Partenariati territoriali per un futuro sostenibile», per la realizzazione di un progetto denominato «GEN: Avvio di un allevamento ittico per lo sviluppo locale del comune di Ronkh - Senegal». Il progetto prevede l’avvio e la gestione di un allevamento ittico volto a migliorare l’alimentazione delle popolazioni locali e a favorire lo sviluppo di una piccola attività economica in loco.
Sul territorio carmagnolese il progetto si avvale della collaborazione dell’Istituto di Istruzione Superiore «Baldessano – Roccati» e dell’Associazione Pescatori Carmagnolesi, che da anni gestiscono con successo un incubatoio che produce trote, lucci e anche temoli per il ripopolamento dello schema idrico dell’alto Po. Le competenze maturate con l’incubatoio saranno proficuamente utilizzate per l’ittiocoltura del tilapia, un pesce d’acqua dolce originario del continente africano e oggi ampiamente diffuso in tutto il mondo, in particolare nelle zone tropicali, che mal tollera le basse temperature (si accresce e si riproduce bene intorno ai 23-27 °C). Con il termine ‘tilapia’ si indicano molte specie diverse di pesci appartenenti alla famiglia dei Ciclidi e ai generi Tilapia, Oreochromis, Sarotherodon. Numerosi sono inoltre gli ibridi tra le diverse specie, originati dall’uomo a scopo colturale. Per le sue caratteristiche bio-etologiche è sempre più impiegata in acquacoltura (è tra le prime tre specie ittiche dulciaquicole più allevate al mondo - dati FAO). Già una raffigurazione dell’antico Egitto risalente al 2500 a.C. ritrae una scena di pesca alla tilapia in una vasca d’allevamento.
Le tecniche impiegate per l’allevamento della tilapia spaziano dall’estensivo (in semplici stagni di terra, con produzione di pochi chili al metro cubo) fino all’iperintensivo (200 e più chili per metro cubo di acqua) ed è in aumento la tecnica a ricircolo in abbinamento all’idroponia per la realizzazione di impianti di acquaponica.
I costi del progetto sono interamente coperti dal finanziamento, un buon esempio di collaborazione virtuosa finalizzata ad aiutare la popolazione senegalese nel suo paese d’origine. Fra l’altro, è proprio di questi giorni la notizia che l’AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – ha pubblicato un bando destinato alle aziende private che ha l’obiettivo di sostenere i progetti innovativi in paesi a diverso livello di sviluppo che riguardino i settori di agricoltura primaria, pesca e acquacoltura con uno stanziamento complessivo di 4,8 milioni di euro di fondi. È il primo bando destinato alle società ‘profit’ che assicurino il rispetto delle norme ambientali, i diritti dei lavoratori e i diritti umani. In effetti, un grande passo di sostegno allo sviluppo locale tramite attività per le quali il savoir faire italiano ha molto da esprimere.
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