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Invasione di lucioperca e siluri sul lago Maggiore

Sono molte le specie ittiche di provenienza straniera che, da almeno dieci anni, hanno invaso numerose acque della nostra penisola, espandendosi in certi casi a macchia d’olio e contribuendo in tal modo a mutare gli equilibri di un tempo. È di questi giorni – fine settembre 2016 – la notizia – documentata da numerose foto e mail che molti affezionati lettori hanno inviato a Giorgio Montagna – che famelici lucioperca e persino siluri stanno occupando ampie zone di sponde del lago Maggiore. Molte le testimonianze di appassionati di pesca a fondo, per esempio, una volta prodighi nella ricerca di bottatrici, anguille, tinche e via dicendo, che oggi allamano con una certa frequenza gli alloctoni citati, con taglie anche da capogiro (specialmente per i lucioperca).

Al pari dei gardon – ciprinidi ben acclimatati ormai nelle acque del Verbano, con la nota caratteristica di essere divoratori di uova altrui – occorre dunque fare i conti oggi anche con gli insaziabili siluri e con i lucioperca, che specialmente di notte esercitano la loro professione di instancabili cacciatori di minutaglia (persici reali, tinchette, lucci ecc.). È difficile eliminare queste sgradite specie, che rompono l’equilibrio naturale dei pesci autoctoni, ma forse, evitando per una volta di praticare il catch and release, si potrebbe cercare di sfoltire gli intrusi... 

un grosso lucioperca catturato sul Maggiore

 

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