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1/2017

febbraio-marzo 2017

la pesca mosca e spinning copertina rivista 2017 1Sommario
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TECNICA SPINNING

TROTE PER L’APERTURA

di Renzo Della Valle

Riaprire le ostilità dopo l’inverno ha un fascino tutto particolare per chi sa apprezzare lo spirito più puro dello spinning, ossia la ricerca di pesci selvatici nelle acque libere dei fiumi del piano. Nonostante le scarse probabilità di trovare pesci di taglia attivi in questo inizio di stagione...

COSTRUZIONE MOSCA

III BUGIA NEN

di Ivano Mongatti

Il resoconto della manifestazione piemontese di costruzione, con le foto delle tre mosche dei primi tre classificati e del premio speciale. Nelle parole di uno che c’era e che – da organizzatore con il suo club del gemellato Trofeo Bisenzio – ne ha saputo apprezzare appieno l’atmosfera.

TECNICA SPINNING MARE

BARRACUDA. VAMPIRI NELLA NOTTE

di Francesco Paolini

«Sono certo che se non fosse stato per lui, lo spinning nelle nostre acque salate non si sarebbe evoluto secondo le modalità che conosciamo, assumendo la forma in cui si manifesta al giorno d’oggi».

TECNICA MOSCA

IL FINALE: SOLO UNA CINGHIA DI TRASMISSIONE?

di Massimo Magliocco

Elemento considerato ancora oggi, da molti, come semplice bypass tra coda e mosca, il finale rappresenta invece l’elemento dell’attrezzatura al quale è delegata la maggior parte delle soluzioni dei problemi pertinenti il dragaggio.

TECNICA SPINNING

LIPLESS DI PROFONDITÀ

di Giorgio Montagna

In questo primo articolo sui lipless, Giorgio valorizza i modelli di profondità, da utilizzare per esplorare fondali profondi come quelli dei grandi laghi prealpini ma anche in tutte le situazioni nelle quali i predatori devono essere ricercati tassativamente sul fondo.

COSTRUZIONE MOSCA

NIGHT CAPERER

di Nadica Stanceva e Igor Stancev

Con il nome Night Caperer gli inglesi designano i tricotteri Halesus radiatus e Halesus digitatus. L’imitazione qui proposta è concepita per essere mossa sulla superficie del fiume, per cui il corpo in foam assume un’importanza determinante, assicurando il buon galleggiamento.

TECNICA SPINNING

SPINNERBAIT NEGLI ABISSI

di Max Mughini

Max è tornato! Sulla rivista, dopo qualche mese di assenza, e in video, con i nuovi filmati di «Bass Zone Extra» sul canale Pesca (Sky 236). In quest’articolo narra i retroscena delle riprese effettuate in Spagna, dove è riuscito a risolvere una situazione difficile in modo anticonvenzionale.

TECNICA MOSCA

YVON CHOUINARD. PESCA A MOSCA E MINIMALISMO

di Armando Quazzo

Una preziosa intervista al fondatore di Patagonia, che parla della sua filosofia di pesca a mosca, di Tenkara, di pesca del salmone, di tutela dell’ambiente. Il tutto a partire dall’utilizzo per un intero anno di pesca di un solo dressing.

TECNICA SPINNING MARE

SLOW PITCHING: EVOLUZIONE O DECLINAZIONE?

di Riccardo Tamburini

Possibile che il grande entusiasmo suscitato dal vertical jigging si sia già spento? L’autore spiega come possa essere successo e come uno stile di pesca apparentemente nuovo come lo slow pitching ne costituisca un seguito.

TECNICA TENKARA

SAKAKIKABARA KEBARI

di Paolo Trabucchi

Questa kebari costituisce una sorta di limite dimensionale alle mosche da Tenkara, venendo costruita su ami dall’8 al 4. A ciò si aggiunge la costruzione del corpo in lana, che influisce inevitabilmente sul suo comportamento in acqua rispetto ai modelli in seta.

TECNICA SPINNING

ONDULANTI PER IL LUCCIO

di Mauro Marzi

Terzo articolo sulla pesca del luccio di Mauro, che arriva finalmente a parlare della sua esca preferita, l’ondulante, illustrandone le varie tipologie: da modelli collaudati ad altri meno conosciuti, da artificiali più recenti – come quelli in resina – a elaborazioni personali.

COSTRUZIONE MOSCA

CINIGLIA

di Ivano Mongatti

Filato nato agli inizi degli anni Settanta, probabilmente in Francia, per usi tessili, la chenille è da tempo impiegata nel fly tying in svariate versioni, fino alla ‘microciniglia’ resa nota da Mauro Borselli. Ma ne esistono sempre nuovi tipi, grazie al traino del mondo della moda.

AUTOCOSTRUZIONE

PROPELLER BAIT

di Moreno Bartoli

«Con eliche singole o doppie, galleggiano sulla superficie dell’acqua e creano una grande cacofonia di onde sonore ritmiche e vibrazioni. Nessuno sa bene se i pesci li attaccano per istinto predatorio o semplicemente per farli tacere; in entrambi i casi, lavorano e funzionano bene».

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