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Controllo della pesca ricreativa marittima

Nell’ambito del workshop sul sistema di controllo della pesca nella UE è stata realizzata una consultazione dei portatori di interessi. Per il Mediterraneo i portatori di interessi hanno concordato nella sede del Consiglio Consultivo Regionale per il Mediterraneo (MEDAC www.med-ac.eu) un contributo comune. È noto come la pesca ricreativa marittima sia sempre più oggetto di richieste di un sistema di controllo finalizzato a calcolarne l’impatto sulle risorse. Se è vero che la pesca ricreativa è restata fino ad oggi non studiata e tenuta ai margini del dibattito nel comparto della pesca a livello tanto di UE quanto nazionale, occorre sottolineare che tutte le richieste provenienti dal settore per realizzare ricerche scientifiche sono state sistematicamente ignorate a tutti i livelli amministrativi. Mentre sui social network rimbalzano gli annunci di svolte epocali nel rapporto delle istituzioni europee con i problemi della pesca ricreativa, la stessa UE e i suoi organismi tecnici e consultivi, in particolare il RecFish Forum (European Parliament Forum on Recreational Fisheries and Aquatic Environment) in sede di Parlamento Europeo e il MEDAC (Consiglio Consultivo Regionale per il Mediterraneo) come organismo consultivo della UE in rappresentanza di tutti i portatori di interessi del comparto in ambito mediterraneo, continuano a sviluppare faticosamente l’argomento. In questo contesto la prospettiva delineata dalle proposte della Commissione UE per il controllo della pesca ricreativa è quella di una svolta radicale di approccio, che prevede di contabilizzare tutto o almeno di proporre un modello per farlo, modello che dovrà prima riuscire a tradursi in misure di regolamento per poi confrontarsi con il variegato mondo dei pescatori ricreativi.
La Commissione UE ha quindi chiesto al MEDAC un parere sui problemi di controllo della pesca ricreativa e su alcune possibili misure volte a risolverli. In particolare per la pesca ricreativa i tre strumenti proposti sono stati un sistema di licenze, la registrazione delle imbarcazioni e quella delle catture ricreative delle specie sottoposte a piani di recupero o gestione pluriennale o comunque soggette a misura minima a norma del Regolamento Mediterraneo. Il parere del MEDAC sui tre argomenti proposti è stato caratterizzato dalla richiesta esplicita di una moderazione delle misure proposte. Tanto la proposta della Commissione UE che il contributo del MEDAC confermano la prospettiva dell’istituzione di un sistema di licenze per la pesca ricreativa in mare, un tema caldo anche in ambito nazionale, oggetto di iniziative politiche e di contestazione da parte dei pescatori ricreativi. Il settore ricreativo potrà quindi trovarsi a dover spostare le sue posizioni sia dalla difesa dei principi che dalle logiche di spartizione delle risorse economiche, verso la buona amministrazione di nuovi strumenti di gestione. Visto, del resto, che una larga fetta della pesca ricreativa resta lontana dalle buone pratiche, dalla conoscenza e dal rispetto dei regolamenti, una drastica stretta regolamentare potrebbe se non altro servire alla presa di coscienza degli stessi pescatori. Riguardo alle proposte della Commissione UE ed al relativo contributo del MEDAC:
• Colpisce constatare la persistente distanza tra le coste mediterranee e gli uffici della UE che chiedono parere su una licenza «per specie» trascurando il ricorrente problema dovuto alla multispecificità della pesca costiera mediterranea. A conferma, nel suo contributo, il MEDAC definisce la licenza per specie un non senso.
• La proposta di sottoporre tutte le imbarcazioni usate per pescare a una registrazione viene criticata, suggerendo in alternativa l’integrazione di informazioni riguardanti le imbarcazioni sulla licenza di pesca personale che, quindi, servirebbe anche a scongiurare la registrazione di qualsiasi imbarcazione.
• La proposta più discutibile riguarda la registrazione delle catture che dovrebbe interessare anche tutte le specie soggette a misura minima elencate nel Regolamento Mediterraneo. Quindi, per fare qualche esempio, spigole e orate, sgombri e sugarelli, cefali, mormore e sparaglioni. La proposta dalla Commissione sostiene un principio di controllo diretto delle catture, che dovrebbe però confrontarsi con le difficoltà ad applicare uniformemente sul campo questa prescrizione. Il contributo del MEDAC suggerisce una migliore focalizzazione specificando che la registrazione dovrebbe riguardare solo le specie ‘pregiate’ e soprattutto aggiunge tra le finalità un importante scopo educativo. Per quanto riguarda la valutazione dello sforzo di pesca ricreativa un sistema comprensivo dovrebbe fare i conti con la reale partecipazione dei pescatori nei diversi contesti culturali e sociali quando si potrebbero verosimilmente ottenere valutazioni più attendibili da ricerche scientifiche campionarie che forniscano dati pienamente affidabili.
Documento in lingua inglese: https://goo.gl/99zWc3

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