Si è conclusa con un successo che va ben oltre i numeri il Brixia Fly MMXXVI, l’evento che ha trasformato la città di Calvisano (Brescia) in un crocevia internazionale per gli amanti delle acque correnti. Nei giorni 17-18 gennaio, con circa 2.100 visitatori registrati, la manifestazione ha confermato come la pesca non sia più soltanto un hobby, ma una vera e propria forma di cultura condivisa. L’aria che si è respirata tra gli stand e le vasche di lancio è stata quella delle grandi occasioni: un mix di entusiasmo tecnico e scoperta delle tradizioni, con un ringraziamento a tutti i partecipanti e nello specifico a Giovanni Anielli, presidente del club Tenkara Berghem, e ad Andrea Scalvini per la loro presenza e disponibilità nella condivisione delle tecniche da loro rappresentate. Il cuore dell’evento ha battuto forte non solo per la moderna pesca a mosca e per l’esotica Tenkara giapponese, ma anche per la riscoperta delle radici di questa arte.
I visitatori hanno potuto apprezzare il parallelo culturale tra la filosofia orientale della Tenkara, la pragmatica sapienza dell’italianissima scuola valsesiana e grazie alle molteplici presenze sia a livello di club, associazioni e fly tyiers è stato possibile effettuare un viaggio temporale completo. Lo spazio e le dimostrazioni dedicate alla pesca valsesiana, l’antica tecnica ‘a filo fisso’ delle nostre valli, hanno mostrato al pubblico l’eleganza essenziale e l’efficacia senza tempo di questo stile. Le stupende imitazioni storiche, le attrezzature modernissime e tradizionali e le incantevoli pubblicazioni giapponesi hanno reso questo confronto spontaneo e quasi naturale, facendo percepire come il filo rosso della pesca sia capace di legare assieme comunità e culture apparentemente molto lontane. L’edizione MMXXVI ha poi brillato per il suo forte carattere internazionale. La partecipazione di costruttori e lanciatori provenienti da diversi paesi ha arricchito il programma, creando un ponte ideale tra le acque italiane e quelle estere. Realtà legate al turismo italiano ed estero hanno animato gli stand, promuovendo itinerari di pesca suggestivi tra fiumi alpini e laghi remoti, mentre artigiani e produttori di materiale tecnico e da costruzione, giunti da tutta Europa, hanno esposto innovazioni e tradizioni artigianali qualità ineccepibile. Questo scambio ha generato un dibattito tecnico di altissimo livello, con dimostrazioni mozzafiato che hanno incantato il pubblico. Non sono mancate le tavole rotonde costanti dedicate ai giovani, pensate per introdurli alle molteplici sfaccettature di quest’arte: dalla tecnica del lancio alla filosofia sostenibile della pesca, passando per la costruzione di esche artificiali. L’evento si è così confermato un punto di riferimento nel calendario della pesca a mosca globale, capace di unire generazioni cancellare confini.
Il successo della kermesse porta la firma del comitato organizzativo composto da Federico Petrali, Andrea Venturini, Antonio Infantino, Sabrina Covre e Francesca Merone. Grazie alla loro visione e a un lavoro di coordinamento impeccabile, sono riusciti a creare un ecosistema perfetto dove tradizione e modernità hanno dialogato costantemente. «Volevamo che Brixia Fly fosse un luogo dove la tecnica potesse incontrare il racconto», hanno dichiarato gli organizzatori. «Vedere oltre duemila persone appassionarsi ed avvicinarsi tanto alle code di topo moderne quanto alle canne fisse della tradizione ci conferma che la strada della ‘cultura condivisa’ è quella vincente e non ha bisogno di bandiere». L’appuntamento con il Brixia Fly ha lasciato un segno profondo, dando appuntamento a tutti gli appassionati alla prossima edizione, con la promessa di continuare a valorizzare lo straordinario patrimonio tecnico e culturale delle nostre acque.






