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Volturno Fly Fishing Festival

Si è svolta in Molise, a Monteroduni (IS), nelle giornate del 24 e 25 gennaio 2026, l’ultima edizione del Volturno Fly Fishing Festival - IX Contest «Le Mosche del Volturno». L’evento, che coinvolge ormai da nove anni gli appassionati di pesca a mosca, è divenuto punto di riferimento nel panorama del fly tying nazionale e ha offerto una molteplicità di contenuti di notevole interesse. La giornata del 24 gennaio ha avuto quale cornice il Castello Pignatelli di Monteroduni, antica fortificazione longobarda risalente all’anno Mille e successiva residenza dei Pignatelli della Leonessa, antica e nobile famiglia napoletana, Principi di Monteroduni dal 1702. All’interno del grande salone affrescato, gli ospiti intervenuti hanno assistito all’intervento di Rewilding Apennines, membro della rete di paesaggi di Rewilding Europe, che riunisce 11 aree europee impegnate nel ripristino della natura su larga scala. Il convegno ha avuto per oggetto la riqualificazione degli habitat fluviali attraverso la rimozione delle opere di cementificazione, portando agli spettatori l’esempio del fiume Sangro e del Giovenco, ove l’associazione ha rimosso la quasi totalità degli sbarramenti trasversali esistenti.

La serata ha veduto il prosieguo con l’intervento di Alberto Salvini e Marica Cicoria che hanno presentato l’ormai noto Pheasant Tail Simplicity con l’intervento di Mauro Mazzo e i saluti di Craig Mathews, due degli autori insieme a Chouinard, fondatore di Patagonia. Al termine dell’evento gli ospiti hanno potuto fruire della visita guidata al castello, attraversando le stanze private del Principe, la biblioteca e le cantine. La serata si è poi conclusa con cena a base di prodotti del territorio Molisano. La successiva giornata del 25 gennaio si è svolta presso l’Oasi San Nazzaro, nota struttura ricettiva ai piedi del castello Pignatelli, sulle sponde dell’omonimo lago, dove si è svolto il contest di costruzione che ha impegnato i partecipanti nella realizzazione di un effimera e di un tricottero con l’utilizzo di materiale fornito in busta chiusa, valendosi dei supporti fotografici degli insetti di Roberto Brenda. I concorrenti si sono poi cimentati nella realizzazione di un ulteriore elaborato utilizzando la piuma del fagiano, nell’ottica costruttiva votata alla semplicità e alla funzionalità così come descritta dal libro pubblicato da Patagonia. All’interno della sala, contornata da numerosi espositori e noti artigiani del settore del mondo della pesca a mosca, si sono poi alternati vari momenti, fra i quali dimostrazioni di lancio della IFFS School, costruzione di artificiali, tenkara, pesca a ninfa, e presentazione dell’ultima traduzione di Osvaldo Velo L’entomologia del pescatore a mosca di A. Ronalds, il tutto seguito dal pranzo servito ai tavoli e musica dal vivo.

Al termine del pranzo si è tenuta la premiazione, che ha visto quale vincitore della nona edizione del contest, Alessandro Galfrè, da Perugia. L’evento, improntato secondo un modello organizzativo che privilegia la condivisione della passione per la pesca a mosca, mostra particolare attenzione al territorio ed ai temi ambientali, muovendo dall’esempio del fiume Volturno, divenuto ormai da qualche anno vero e proprio santuario della pesca a mosca per coloro i quali sono alla ricerca di qualità delle acque e di pesce di taglia esclusivamente selvatico. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno dell’associazione Amici del Volturno, del suo presidente, Gianmarco Cimorelli, del direttivo e dei soci tutti che si sono prodigati per la riuscita dell’evento. Un ringraziamento ai giudici della gara, Fabio Federighi, Federico Renzi, Riccardo Sensidoni, Roberto Branda e Nunzio Troisi, agli sponsor e a tutti gli ospiti intervenuti, con l’invito e l’augurio di rivedere nuovamente tutti il prossimo anno.

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